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Incontri & convegni

Bioinfocast 2013-14

12 e 13 Settembre 2013: IV Incontro europeo della Castagna - Bologna

intervento Presidente Associazione Nazionale Città del Castagno Ivo Poli

 

Il 12 e 13 Settembre si è tenuto a Bologna il IV Incontro Europeo della Castagna, organizzato da AREFLH - Assemblea delle Regioni Europee Frutticole Orticole e Floricole, CSO – Centro Servizi Ortofrutticoli e dalla Regione Emilia-Romagna.

La prima giornata è stata dedicata ai convegni,che hanno avuto luogo presso la sede dell’Assessorato all’ Agricoltura della Regione Emilia-Romagna.

Josep Marìa Pelegrì Aixut, presidente di AREFLH, e Tiberio Rabboni, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna hanno aperto i lavori introducendo gli argomenti principali oggetto dei successivi interventi ed inquadrando la situazione attuale della filiera europea della castagna.

La sessione tematica della mattina è stata dedicata all’approfondimento della situazione italiana.

A questo scopo è stato presentato il Piano Castanicolo Italiano da Alberto Manzo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il quale ha illustrato come tale documento, che  rientra nel Tavolo di Filiera della Frutta a guscio, sia nato in risposta all’emergenza di lotta al cinipide, ma come sia immediatamente diventato lo strumento di base a livello nazionale per la gestione coordinata del settore, per fissare gli obiettivi nazionali da attuare poi a livello regionale. Sono state quindi spiegate le linee guida dei principali progetti ad esso correlato, quali LOBIOCIN, già terminato, BIOINFOCAST, tuttora in corso e CASTANEA, in attesa di finanziamenti.

Per quanto riguarda nello specifico la lotta al cinipide Dryocosmus kuriphilus, l’approfondito intervento di Alberto Alma, professore dell’Università di Torino, ha dato una chiara ed esauriente immagine dei primi risultati disponibili in Italia e di tutti i passaggi che sono stati necessari per raggiungerli. Dai territori piemontesi, che per primi hanno dovuto affrontare l’emergenza, è arrivata infatti la rassicurante notizia di come a distanza di 8 anni dai primi lanci ci sia un riscontro di efficacia delle tecniche adottate.

 

 

La mattinata si è conclusa puntando la lente di ingrandimento sulla Regione ospitante, con gli interventi di Nicoletta Vai e Massimo Bariselli della Regione Emilia-Romagna e di Lara Maistrello dell’Università di Modena e Reggio Emilia, i quali hanno illustrato la diffusione del parassitoide Torymus sinensis in quest’area con tre interventi successivi, riguardanti, rispettivamente: l’organizzazione della lotta biologica, illustrata per tappe annuali dal 2003 ad oggi; le effettive attività svolte, con le relative valutazioni, scelte tecniche ed eventuali problematiche pratiche; un approfondimento sulla creazione e sulle modalità di lavoro dei centri di moltiplicazione regionali.

La sessione tematica pomeridiana è stata incentrata su problematiche a livello comunitario.

Il primo intervento è stato tenuto da Jacque Dasque, di ARFLH-Francia, il quale inquadrando la situazione di Italia, Francia e Spagna all’interno della nuova Pac, Politica Agricola Comune, ha illustrato soprattutto il “Libro bianco sulla castagna”, documento uscito come risultato del III Incontro Europeo sulla Castagna, tenutosi in Francia, sottolineando come si tratti di un documento aperto, che si auspica possa essere aggiornato anche annualmente, per poter essere rappresentativo di diverse realtà europee e delle relative problematiche. Infatti, poiché lo scopo di tale pubblicazione è quello di arginare il declino ed evitare l’oblio di questa coltivazione, è necessario che emergano le differenze a tutti i livelli di filiera esistenti per esempio tra l’Italia e la stessa Francia.

Luciano Trentini di CSO Italia ha proseguito illustrando le possibilità di valorizzazione della castagna a livello europeo, prendendo in considerazione ed illustrando i principali progetti comunitari nel quali sviluppare i concetti di innovazione e ricerca, come HORIZON 2020, Life natura e Life ambiente, EIP all’interno della nuova PAC, il nuovo PSR 2014-’20, ma puntando anche sulla promozione, per la quale l’UE prevede specifici regolamenti.

L’intervento successivo di Bertrand Guerin, del consorzio Interprofessione Castagna del Sud Ovest della Francia ha illustrato il modello di gestione dei frutteti razionali, come sfida per rinnovare i castagneti ed uscire dall’attuale situazione di crisi, molto rappresentativo della realtà francese.

L’intervento di Francisco Baerredo Gonzalez di Proagrosilga ha portato il punto di vista di una delle più importanti regioni castanicole della Spagna, la Galizia.

Il discorso è stato incentrato sul profilo commerciale dei prodotti forestali, facendo in particolare riferimento ai marchi di tutela quali l’IGP, che la stessa Castagna della Galizia possiede a livello di tutto il territorio regionale. In questo contesto si è parlato anche delle problematiche legate alla commercializzazione e soprattutto, attraverso esempi, di quegli aspetti di denominazione o etichettatura che possono portare alla confusione del consumatore.

L’interventi del portoghese Jose Carlos Esteves Gomez Laranjo di Refcast ha avuto come argomento principale l’alimentazione; sono quindi stati illustrati i valori nutrizionali della castagna e dei suoi derivati, elogiandone le proprietà, soprattutto all’interno della dieta mediterranea, portando poi diversi esempi di come l’indicazione di queste peculiarità nelle confezioni possa essere sfruttata a fini promozionali, in modo particolare nella distribuzione di alimenti per celiaci, privi di colesterolo, ricchi di vitamine e sali minerali o di produzioni gastronomiche di alta cucina.

A seguito dei singoli interventi si è tenuta una Tavola rotonda sulla commercializzazione di castagne e marroni in Italia, Francia, Spagna e Portogallo, soprattutto pe quanto riguarda la grande distribuzione.

Dal dibattito è emerso, per quanto riguarda l’Italia, che la frammentazione in tante piccole realtà locali, con piccole produzioni non permette al mercato della grande distribuzione di mantenere uno spazio per questi prodotti di qualità, tradizionali e ricercati, perché essa necessita di un approvvigionamento minimo garantito che questo frazionamento non può garantire.

Il convegno è stato chiuso da Ivo Poli, Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno con alcune riflessioni finali, viste come prima tappa di un cammino, da intraprendere insieme, per la valorizzazione del castano in Italia e in Europa.

L’intervento è iniziato con una breve descrizione dell’associazione e del cambiamento del suo ruolo nel settore castanicolo italiano negli anni, spostatosi da attività di tipo culturale a questioni sempre più tecniche, quali la lotta al cinipide, la partecipazione all’istituzione del Tavolo Tecnico sul Castagno dal quale è scaturito il Piano Castanicolo Nazionale, il trasporto del Torymus sinensis da Torino ai servizi fitosanitari regionali svolto in a.t.s. con Castanea-Rete Europea e con il Centro di Documentazione sul Castagno, la collaborazione al progetto BIOINFOCAST.

E’ stato poi sottolineato come un convegno di questo tipo porti reciproca conoscenza e scambio di esperienza, base indispensabile per costruire una piattaforma unitaria e condivisa. Punto importante, che interessa direttamente l’associazione, è la qualità delle produzioni castanicole con le relative considerazioni su DOP e IGP, derivanti dalle relazioni tra prodotto e territorio, che sono il miglior biglietto da visita anche per la promozione turistica. C'è la necessità di costruire una rete commerciale più favorevole ai produttori. La discussione sulle azioni strategiche comuni a tutti i Paesi produttori di castagne,  sulle quali puntare in Europa deve coinvolgere soprattutto le amministrazioni, partendo dalle Regioni per passare allo Stato ed arrivare al Parlamento Europeo e alle Commissioni.

Questa associazione e le altre interessate al castagno devono essere, secondo il presidente, di stimolo e suggerire indirizzi, nonché presentare i bisogni dei castanicoltori.

Secondo Poli, i documenti di riferimento esistono già: per l'Italia, primo fra tutti il Piano Castanicolo.

Assieme a proposte analoghe elaborate dagli altri Paesi, si può arrivare ad un documento europeo condiviso che l’Unione dovrà fare proprio  per predisporre misure a sostegno della castanicoltura e per salvare il  lavoro dei castanicoltori.

Il Convegno di Bologna si è concluso il giorno successivo con la visita ad alcuni castagneti da frutto sull'Appennino bolognese, al quale hanno partecipato oltre 100 visitatori, molti dei quali stranieri.

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