Riceviamo dagli associati e pubblichiamo

PRIMI RISULTATI CONTRO IL CINIPIDE DEL CASTAGNO NEI CIMINI 
Il 9 maggio Canepina ha visto il primo convegno sulla "speranza per il castagno".
I comuni di Canepina e Vallerano hanno invitato il prof. Alberto Alma, entomologo dell'Università di Torino, a visitare i castagneti dei Cimini per avere una sua impressione sul progredire della lotta biologica al Cinipide. L'esame è stato positivo nel senso che le galle sulle piante appaiono in scarso numero e sopratutto il fogliame appare più sano che in passato. Nel successivo convegno, piuttosto affollato di castanicoltori, il prof. Alma ha affermato che anche nei Cimini si può notare la fase di discesa dell'infestazione che dovrebbe portare quest'anno a una ripresa produttiva. Ovviamente il Cinipide è fattore condizionante della salute delle piante ma non l'unico. Infatti, grande importanza ha anche l'andamento climatico e gli altri parassiti come la Cydia precoce. Presente anche il prof. Paparatti dell'Università della Tuscia, questi ha confermato l'andamento migliore delle piante in questa fase rispetto allo scorso anno ma ha notato minore positività in alcuni ambienti con ibridi eurogiapponesi. Stiamo seguendo quanto avvenuto in Regione Piemonte, che partita prima nella lotta  biologica con l'antagonista Torymus, ora in areali del cuneese e del torinese è difficile notare galle sulle piante, mentre le immagini proiettate da Alma hanno evidenziato la nuova vegetazione sana delle piante, che in passato non avevano più foglie. In effetti, il limitatore naturale Torymus si sta radicando nel territorio italiano, specialmente dove sono stati fatti lanci in modo sistematico e razionale, come nel Lazio. Ovviamente, l'insetto antagonista mentre aumenta di numero tende anche a viaggiare, alla ricerca delle galle da parassitizzare, quindi ci vorranno ancora alcuni anni perchè sia diffuso in tutto il territorio italiano, ma quello che si vede oggi in certe aree con la vegetazione primaverile e quello che si spera di vedere con la produzione autunnale danno speranza nel raggiungimento dell'equilibrio naturale e sostenibile tra parassita e antagonista.  Sia il sindaco Palozzi sia i ricercatori hanno ribadito che la scelta di lotta biologica propagativa è quella che sta dando i risultati e invitato ad abbandonare ogni illusione sull'uso di fitofarmaci che possono solo fare danni al Torymus. C'è ancora da studiare come mettere a punto la coerenza tra la lotta contro la vespa cinipide e le altre patologie del castagno, che hanno bisogno di altri metodi d'intervento. Come pure si deve risolvere il problema degli aiuti ai castanicoltori per la perdita di reddito dovuta alle patologie ultime delle piante, problema evidenziato dalla responsabile del servizio fitosanitario della Regione Lazio, Alessandra Bianchi. Il Tavolo castanicolo presso il Mipaaf, cui lavorano Stato, Regioni e associazioni di operatori sta cercando di inserire la castanicoltura tra le colture fruttifere per ottenere aiuti accoppiati nella nuova PAC, mentre alla Camera dei deputati due proposte di legge sui problemi della castanicoltura prevedono anche misure finanziarie volte a sostenere le imprese castanicole i cui livelli di crescita e competitività, rischiano di essere ridimensionati a causa dell'imponente presenza nel mercato europeo e italiano di prodotti asiatici.  La dottoressa Bianchi ha anche fatto una sintesi del lavoro dei lanci del Torymus da parte regionale nel Lazio, evidenziando che ci sono quattro centri nella Tuscia. Inoltre, è avviato un programma di contrasto al parassita Pammene Fasciata che utilizza anche i dati del Tavolo provinciale di monitoraggio dell'infestazione e si sta studiando un disciplinare sulle azioni idonee di lotta biologica da offrire agli operatori castanicoli per aiutarli negli interventi di contrasto.
locandina dell'incontro