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Banca delle terre 10mila ettari per i giovani agricoltori

Per un valore di almeno 130 milioni. La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova: "Aiutiamo i giovani che possono pagare in trenta anni e avviamo una riforma fondiaria"

 di Tommaso Tetro

Sono 10mila ettari, 386 aree offerte, per un valore minimo atteso di almeno 130 milioni di euro. Con questi numeri viene lanciato il nuovo bando della Banca nazionale delle terre agricole, dedicato a chi vuole avviare un'impresa nei campi e indirizzato anche all'obiettivo del ricambio generazionale.

Il via libera al terzo bando della Banca delle terre - presentato nel corso del convegno 'Seminiamo il futuro' organizzato da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare) al Maxxi, a Roma - è cominciato il 19 febbraio scorso e durerà fino al 19 aprile; in questi due mesi sarà possibile inviare le manifestazioni di interesse per l'acquisto di uno o più appezzamenti.

Dalla Banca delle terre a una nuova riforma fondiaria, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova fa un collegamento diretto: "Offriamo ai giovani 10mila ettari di terra che possono immediatamente esser messi in produzione e noi li aiutiamo rateizzando fino a trenta anni il pagamento del costo delle terre - osserva la ministra delle Politiche agricole - questo è per noi un inizio perché io voglio invitare davvero con grande forza le istituzioni, a partire dai comuni, a fare l'anagrafe delle loro terre incolte perché dobbiamo avviare una nuova riforma fondiaria in questo paese".

I ricavi delle vendite saranno investiti integralmente nelle misure per i giovani agricoltori; con un'agevolazione per quelli con meno di 41 che potranno pagare a rate per un periodo fino a trenta anni.

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Oltre la metà dei terreni si trovano in regioni del Sud Italia: Sicilia (22%), Basilicata (21%) e Puglia (9%), il 23% sono al Centro soprattutto in Umbria (10%) e Toscana (9%). La superficie media è di 26 ettari, più del triplo della media italiana. Tutti i terreni possono produrre redditi fin da subito e senza investimenti onerosi.

La Banca nazionale delle terre agricole è nata nel 2016 per agevolare l'incontro tra domanda e offerta. I primi due lotti hanno rimesso in circolo 402 terreni derivanti dalle operazioni fondiarie di Ismea per un totale di 10.574 ettari, di cui 4.643 aggiudicati a 129 imprenditori; il 75% di questi sono giovani 'contadini'. Le tipologie di colture più presenti sono seminativo (48%), prato o pascolo (22%), bosco (8%), uliveto e agrumeto (5% entrambi).

"Abbiamo trasformato terreni virtuali, non utilizzati, in terreni reali, nuove storie di giovani imprenditori agricoli - osserva il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello - la Banca delle terre è una grande opportunità per rafforzare l'agricoltura italiana".

Secondo uno studio di Ismea - in base a dati di Unioncamere - le aziende italiane di under 35 sono cresciute di oltre il 15% dal 2015 al 2019, arrivando a oltre 57mila pari al 7,7% del totale delle imprese iscritte al registro alla fine del 2019; questo a fronte della flessione del numero di aziende agricole totali (meno 3%). Le aziende guidate da donne sono oltre 210mila.

Sono anche aumentati di anno in anno gli iscritti alle facoltà di agraria, che hanno visto 2mila matricole in più all'anno dal 2014. I nuovi agricoltori hanno studiato più delle generazioni precedenti (il 16% dei giovani capi azienda ha la laurea e il 51% un diploma), e hanno aziende più grandi con una media di 18 ettari a fronte dei 10 ettari di chi ha più di quaranta anni; e poi scelgono la campagna per un interesse legato alla terra e all'ambiente; rispetto ai colleghi più anziani hanno maggiore propensione all'investimento, a fare rete, e a innovare anche in un'ottica di agricoltura sostenibile, sociale, di precisione. Per la produzione agricola è prevista una crescita del 2% nei prossimi anni - rileva il presidente di Ismea, Enrico Corali - soprattutto "per sfamare la popolazione mondiale, che ogni anno vede 75 milioni di persone in più".

"Se l'agricoltura deve diventare il centro del sistema economico - conclude Teresa Bellanova - dobbiamo dare la possibilità di un accesso alle terre che non sia molto oneroso e al tempo stesso dobbiamo dotare lavoratori, lavoratrici e imprese con strumenti che sostengono l'innovazione, la ricerca e la collocazione sui mercati di prodotti che sono sempre di maggiore qualità".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Tommaso Tetro

Incontro informativo Problematiche e cure colturali del Castagno - Castelnuovo di Garfagnana (Lu)

 

Giovedì 30 Gennaio Ore 10,00

Sala Consiliare  Unione Comuni Garfagnana

Addio a Franco Scaramuzzi, Presidente Onorario dei Georgofili

Lunedì 6 gennaio 2020, a Firenze, è mancato all’affetto dei suoi cari il Professor Franco Scaramuzzi. Era nato a Ferrara il 26 dicembre 1926.
Accademico dei Georgofili dal 1958, era stato chiamato a far parte del Consiglio Accademico nel 1979. Fu eletto Presidente nel 1986 e fu rieletto per 8 volte consecutive, rimanendo in carica per 28 anni.
Era Presidente quando, nel 1993, l’Accademia fu distrutta da un’autobomba attribuita alla mafia ed egli svolse un lavoro determinante per la sua ricostruzione. Attualmente ricopriva la carica di Presidente Onorario.
Mercoledì 8 gennaio, la Salma sarà esposta dalle ore 8.30 nella Aula Magna del Rettorato in Piazza San Marco a Firenze, alle 11 si svolgerà una Commemorazione e la cerimonia funebre si terrà alle ore 15 presso la Basilica della Santissima Annunziata.

Franco Scaramuzzi, un uomo per la scienza

Franco Scaramuzzi si era laureato a Bari in Scienze Agrarie nel novembre 1948, con il massimo dei voti e lode. Grazie a una borsa di studio del Ministero per l’Agricoltura e le Foreste, avviò subito (dall’inizio del gennaio 1949) la propria attività accademica, anche come Assistente volontario presso l’apprezzato Istituto di Coltivazioni Arboree dell’Università di Firenze.
Nel 1954 vinse il concorso nazionale alla libera docenza in Coltivazioni Arboree. Nel 1959 vinse il concorso nazionale per l’omonima cattedra presso l’Università di Pisa. Nel 1969 fu chiamato dall’Università di Firenze a coprire il posto che era stato del suo Maestro, Alessandro Morettini.
Nel 1971 costituì a Firenze il nuovo Centro (poi divenuto Istituto) del CNR per gli Studi sulla Propagazione delle Specie Legnose, che diresse fino al 1979.
Collaborò con numerose Istituzioni e Centri di ricerca in tutti i Paesi Europei, nonché in America (Canada, Stati Uniti, America Latina), in Australia, in numerosi Paesi dell’Africa e dell’Asia (Medio Oriente, India, Indocina, Giappone, Cina). La sua attività scientifica fu dedicata soprattutto al miglioramento genetico e alla propagazione delle specie legnose, con particolare riguardo a temi di biologia applicata. Pubblicò centinaia di lavori e fu relatore a molti congressi scientifici in tutto il mondo.
Il Presidente della Repubblica, nel 1983 lo insignì di medaglia d’oro quale “Benemerito per la Scuola e la Cultura” e nel 1998 gli conferì la massima onorificenza dell’ordine al merito della Repubblica Italiana (“Cavaliere di Gran Croce”).
Nel 1972 fu eletto rappresentante dei Professori ordinari nel Consiglio Nazionale delle Ricerche. Fu eletto nel CUN (Comitato Universitario Nazionale) per due legislature, dal 1979 al 1986, quale rappresentante dei Professori ordinari delle Facoltà di Agraria italiane.
Dal novembre 1979 fu Rettore dell’Università di Firenze, fu poi rieletto e mantenne tale carica per 12 anni consecutivi. L’Ateneo gli conferì una medaglia d’oro.
Membro di numerose Accademie italiane e straniere, tra le quali l’Accademia delle Scienze Agrarie dell’Unione Sovietica (oggi della Russia). Fu socio fondatore e Presidente Generale della Società Orticola Italiana dal 1974 al 1985, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal 1982 al 1990, Presidente della International Society for Horticultural Sciences dal 1990 al 1991 (della quale diventò “Honorary Member”).
Diresse per molti anni la «Rivista dell’Ortoflorofrutticoltura Italiana», trasformandola in «Advances in Horticultural Science» (interamente in lingua inglese). L’Istituto Agronomico per l’Oltremare lo chiamò, nella sua Sede di Firenze a far parte del Comitato direttivo, affidandogli anche la Presidenza per un breve periodo.
Nel 2000, anno di fondazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, fu eletto Membro del Comitato di Indirizzo e, dal 2009 al 2014, del Consiglio di Amministrazione dello stesso Ente.
L’Accademia dei Georgofili nell’ottobre del 2000, chiamò a Firenze le Accademie di Agricoltura Europee e ottenne la costituzione della UEAA (Unione Europea delle Accademie per l’agricoltura). L’Istituzione fu affidata dal primo anno all’iniziatore Franco Scaramuzzi. Nello stesso periodo, a Bologna, i Georgofili proposero e ottennero la costituzione della UNASA (Unione nazionale delle Accademie di Scienze Agrarie).
Scaramuzzi divenne Accademico dei Georgofili nel 1958 e fu chiamato a far parte del Consiglio Accademico dal 1979. Fu eletto Presidente nel 1986 e fu rieletto per otto volte consecutive, rimanendo in carica per 28 anni. Dal 2014, fu nominato Presidente Onorario dei Georgofili e continuò a partecipare alle attività del Consiglio, mantendo la sua residenza di lavoro nella Sede Accademica.
Sulla vita di Franco Scaramuzzi, il giornalista Maurizio Naldini ha scritto il libro “50 anni a Firenze. Appunti di storia contemporanea per una biografia di Franco Scaramuzzi”, pubblicato nel novembre 2006 dall’Editore Polistampa. Sempre Naldini, dieci anni dopo, ha scritto un secondo libro “Il tempo delle idee. Fra l’80° e il 90° anno di Franco Scaramuzzi”, pubblicato nel dicembre 2016 dallo stesso editore. Nell’aprile 2018, Filiberto Loreti e Rolando Guerriero hanno scritto e pubblicato un libro dedicato al professor Scaramuzzi, che insegnò per 12 anni (1959-1970) all’Istituto di Coltivazioni dell’Università di Pisa: “Il Giovane professore” (edito da Campano Edizioni).
Nel 2014 la Regione Toscana gli conferì la medaglia d’oro Pegaso “per aver dedicato la propria vita allo studio, alla ricerca scientifica e all’organizzazione delle attività accademiche”. Dalla Confederazione Italiana Agricoltori gli è stato conferito in Campidoglio il premio nazionale “Bandiera Verde 2014” per l’attenzione costante verso i problemi dell’agricoltura e per il contributo di elaborazione e ricerca svolta anche attraverso l’Accademia dei Georgofili. L’Accademia degli Incamminati, nel settembre 2017 gli ha consegnato, nella Sede di Modigliana, il “Vincastro d'Argento” come “Premio a la vita”.

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